Terremoto: Credito d’imposta fino al 45% per investimenti nelle aree del cratere. Guida all’accesso.

Con questo articolo iniziamo ad approfondire tutte le agevolazioni previste dalla normativa di sostegno alle imprese operanti nelle aree colpite dal sisma del 24 agosto e del 26-30 ottobre 2016.

Credito d’imposta per investimenti nel mezzogiorno e nelle aree del cratere sismico 2016

Questa agevolazione è stata introdotta, per le aree de cratere sismico, da emendamenti approvati durante la conversione in legge del D.L. n. 8/2017 (3° decreto Terremoto), che ha integrato il testo con l’articolo 18-ter  dal titolo Credito d’imposta per investimenti.

L’articolo 18-ter estende agli investimenti effettuati dalle imprese nei comuni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016 il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno, disciplinato dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi 98 e successivi, della legge n. 208 del 2015 e successivamente modificato dall’articolo 7-quater del D.L. n. 243 del 2016), fino al 31 dicembre 2018. Si applicano, per quanto compatibili, le citate norme della legge di stabilità 2016 (comma 2); si dispone la preventiva notifica della misura alla Commissione UE, ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato. Gli oneri derivanti dalla misura sono valutati in 20 milioni di euro per l’anno 2017 e 23,9 milioni di euro per l’anno 2018, coperti mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica – FISPE.

Ma vediamo in dettaglio l’agevolazione che per essere usufruita ha comunque bisogno che venga pubblicata la legge di conversione ed i relativi decreti attuativi di MISE e MEF.

Soggetti beneficiari

Tutte le società e gli enti titolari di reddito d’impresa ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo) e nei Comuni delle  Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria colpiti dal sisma ad agosto ed ottobre 2016.

Attività agevolabili

Investimenti effettuati (anche in leasing) tra il 30 giugno 2016 e il 31 dicembre 2019, in macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Agevolazioni

Il beneficio consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione in dichiarazione dei redditi, la cui misura  è differenziata in relazione alle dimensioni aziendali:

  • 45% PMI,
  • 35% Medie Imprese,
  • 25% Grandi Imprese. 

Tetto massimo per ciascun progetto d’investimento:

  • 3 milioni per le PMI,
  • 10 milioni per le medie imprese,
  • 15 milioni per le grandi imprese.

Il credito d’imposta dal 2017 è commisurato alla quota del costo complessivo degli investimenti, al lordo degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta per beni appartenenti alle medesime categorie di quelli oggetto dell’investimento (macchinari, impianti e attrezzature), con esclusione comunque degli ammortamenti relativi al bene agevolato,

Alle imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, e nel settore della trasformazione e della commercializzazione degli stessi gli aiuti sono concessi nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e delle zone rurali e ittico.

Modalità di accesso

La comunicazione preventiva per la fruizione del credito d’imposta deve essere presentata su apposito modello all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica. Se la comunicazione si riferisce a più progetti d’investimento, per ogni progetto va compilato un distinto modulo. Il credito d’imposta, una volta concesso, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale sono stati sostenuti i costi.

Fondi disponibili:

617 Meuro/anno dal 2016 al 2019 (totale 2.468 Meuro) di cui  250 Meuro/anno (totale 1.000 Meuro) sui programmi FESR (solo PMI) e 367 Meuro/anno (totale 1.468 Meuro) sulle risorse nazionali, fonti finanziarie dei programmi FESR (PON IC e POR Regioni Mezzogiorno).

A questi si aggiungono, per e aree del cratere, 20 milioni di euro per l’anno 2017 e 23,9 milioni di euro per l’anno 2018, coperti mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica – FISPE.

 

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