AREE SISMA 2016-17. I POSSIBILI STRUMENTI DI RILANCIO ECONOMICO: ZONA FRANCA URBANA, ZONA ECONOMICA SPECIALE E OIL FREE ZONE.

Dopo l’approvazione dei 3 decreti (DL n. 189/2016, DL n. 205/2016 e DL N. 8/2017) relativi ad interventi in favore delle aree delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria colpite dal sisma 2016-17 anche il Decreto Legge riguardante la manovra correttiva legata al DEF 2017 (in corso di pubblicazione sulla GURI) prevede al Titolo III ulteriori interventi in favore delle zone colpite dal sisma stanziando circa 1 miliardo di euro per ognuno degli anni 2017, 2018 e 2019, così suddivisi:

Misura

Anno 2017 Anno 2018 Anno 2019

Fondo accelerazione ricostruzione

491

717 700
Incremento Fondo DL 189/2016 Art. 4, c.1 63 132

132

Interventi urgenti ricostruzione DL 189/2016 Art. 1

150

 —

Compensazioni Comuni perdita TARI

46 30

30

Zona Franca Urbana

194,5

167,7

141,7

ISTITUZIONE DELLA ZONA FRANCA URBANA SISMA CENTRO ITALIA

In questo articolo analizziamo le misure agevolative connesse all’istituzione della Zona Franca Urbana Sima Centro Italia che sarà introdotta dall’Art. 47 del Decreto Legge in corso di pubblicazione e secondo la bozza attualmente in circolazione.

Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.

Le agevolazioni di cui alla ZFU Sima Centro Italia ex art. 47 bozza del DL DEF 2017 riguardano le imprese e lavoratori autonomi:

  1. che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno della stessa zona franca e che abbiano subito una contrazione del fatturato a seguito degli eventi sismici pari almeno al 25% rispetto alla media relativa ai 3 periodi di imposta precedenti a quello del sisma 2016;
  2. oppure che avviano una nuova attività all’interno della ZFU entro il 31.12.2017.

Tali imprese (ed i lavoratori autonomi) possono beneficiare, in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione o dell’avvio delle loro attività nei Comuni del cratere, di una esenzione dal pagamento delle seguenti imposte sui redditi conseguiti negli anni 2017 e 2018:

  1. imposta sui redditi delle società di capotali IRES e delle persone fisiche IRPEF, fino a 100 mila euro di reddito,
  2. imposta sul reddito delle Attività Produttive IRAP, fino a 300 mila euro di valore della produzione netta,
  3. imposta municipale propria sugli immobili IMU (esenzione totale),
  4. contributi previdenziali ed assistenziali INPS dipendenti a carico imprese ed autonomi (esenzione totale).

Il tutto nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dai regolamenti “de minimis” dell’Unione Europea  n. 1407 e n. 1408 del 2013: generalmente Euro 200.000 nel triennio, al netto di eventuali contributi ed agevolazioni già concesse nel biennio precedente. L’incentivo è altresì cumulabile con altri incentivi ma sempre nel limite di euro 200.000 nel triennio.

Facciamo un esempio numerico per capire la portata delle agevolazioni ipotizzando una impresa, con reddito imponibile di euro 20.000, il cui titolare sia iscritto alla gestione Inps artigiani/commercianti con un dipendente e che svolga la propri attività in un immobile di proprietà.

Imprenditore individuale o socio SNC/SAS

Società di Capitali (SPA, SRL, COOP)

Reddito imponibile anno 2017

20.000,00 20.000,00

Esenzione annuale IRPEF (Ipotesi aliquota media 18%)

3.600,00

Esenzione IRES 24%

4.800,00

Esenzione IRAP (Ipotesi media 5%)

1.000,00

1.000,00

Esenzione IMU (ipotesi valore 1 mln, aliquota 1%)

1.000,00

1.000,00

Esenzione INPS Autonomi

4.800,00 4.800,00

Esenzione INPS dipendenti a carico impresa

8.000,00

8.000,00

Risparmio teorico annuo da esenzione ZFU

18.400,00

19.600,00

Risparmio teorico 2017-18 da esenzione ZFU 36.800,00

39.200,00

La misura per la Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia potrà contare su un budget complessivo 2017-19 di 503,9 milioni di Euro e sarà disciplinata dai seguenti provvedimenti normativi ed attuativi (già utilizzati in altre aree del Paese in analoghe situazioni) ossia la Legge 27 dicembre 2006 n. 296, ed il Decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 10 aprile 2013.

Dato lo stanziamento annuo disponibile le agevolazioni non saranno automatiche e per accedere ad esse le imprese ed i lavoratori autonomi ammissibili (anche in termini di codici Ateco) dovranno presentate domanda di prenotazione tramite procedura telematica secondo tempi e modalità che saranno stabilite dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Si noti infine che l’importo dell’agevolazione riconosciuto a ciascuna impresa beneficiaria sarà calcolato ripartendo proporzionalmente le risorse finanziarie annualmente disponibili tra tutte le imprese ammissibili.

 

Le proposte dell’ANCI: Zone Economiche Speciali (ZES) ed Oil Free Zone (OFZ)

L’ANCI, Associazione Nazionale Comuni d’Italia, durante l’audizione Commissione Bilancio congiunta Camera-Senato del 18 aprile 2017 sulle misure del DEF 2017 in favore delle aree colpite dal Sisma propone in tali aree anche l’istituzione di una Zona Economica Speciale.

“Per quanto riguarda la le misure a sostegno della ricostruzione dopo il sisma che ha ripetutamente colpito il Centro Italia, preme qui segnalare i positivi contenuti di riduzione della imposizione fiscale nelle aree coinvolte dal sisma con l’introduzione di una ZFU Zona Franca Urbana, attesa con il decreto legge di prossima emanazione. Va sottolineato che questa potrebbe rivelarsi elemento propulsivo per una zona economica speciale (ZES / Special Economic Zone) quale realtà geografica dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione generale sulle attività economiche. Le zone economiche speciali, volute fortemente dall’Unione Europea, sono caratterizzate da una propria legislazione di vantaggio riferita alla fiscalità locale, in modo da attrarre maggiori investimenti stranieri e quindi arginare il fenomeno dello spopolamento e della vivibilità nei territori montani o aree svantaggiate, come le aree fortemente danneggiate dagli eventi sismici nelle regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria. Si propone, in particolare, la realizzazione di una Zona Economica Speciale per attività legate alla promozione della green economy di cui alle legge n. 221/2015.”

L’art. 71 della Legge 28 dicembre 2015 n. 221, avente ad oggetto “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” prevede l’istituzione di Oli Free Zone. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.

“Art. 71 . Oil free zone

  1. Al fine di promuovere su base sperimentale e sussidiaria la progressiva fuoriuscita dall’economia basata sul ciclo del carbonio e di raggiungere gli standard europei in materia di sostenibilita’ ambientale, sono istituite e promosse le «Oil free zone».
  1. Si intende per «Oil free zone» un’area territoriale nella quale, entro un determinato arco temporale e sulla base di specifico atto di indirizzo adottato dai comuni del territorio di riferimento, si prevede la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie prodotte da fonti rinnovabili.
  1. La costituzione di Oil free zone e’ promossa dai comuni interessati, anche tramite le unioni o le convenzioni fra comuni di riferimento, ove costituite ai sensi degli articoli 30 e 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Per le aree naturali protette di cui all’articolo 2 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, la costituzione di Oil free zone e’ promossa dagli enti locali d’intesa con gli enti parco.
  1. Nelle Oil free zone sono avviate sperimentazioni, concernenti la realizzazione di prototipi e l’applicazione sul piano industriale di nuove ipotesi di utilizzo dei beni comuni, con particolare riguardo a quelli provenienti dalle zone montane, attraverso prospetti di valutazione del valore delle risorse presenti sul territorio.
  1. Nell’ambito delle proprie legislazioni di settore, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le modalita’ di organizzazione delle Oil free zone, con particolare riguardo agli aspetti connessi con l’innovazione tecnologica applicata alla produzione di energie rinnovabili a basso impatto ambientale, alla ricerca di soluzioni eco-compatibili e alla costruzione di sistemi sostenibili di produzione energetica e di uso dell’energia, quali la produzione di biometano per usi termici e per autotrazione.
  1. Ai fini di cui al comma 5, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono assicurare specifiche linee di sostegno finanziario alle attivita’ di ricerca, sperimentazione e applicazione delle attivita’ produttive connesse con l’indipendenza dai cicli produttivi del petrolio e dei suoi derivati, con particolare attenzione all’impiego equilibrato dei beni comuni e collettivi del territorio di riferimento.”

 

ALTRE AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE IN AREA SISMA

Ricordiamo che per le stesse zone colpite dal sisma 2016 sono state approvate coi decreti precedenti le seguenti altre misure di agevolazione in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi (inclusi i liberi professionisti):

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