Bandi area di crisi complessa Piceno-Val Vibrata: lo stato dell’arte.

Sono stari elaborati i dati della manifestazione d’interesse lanciata a ottobre da Invitalia, soggetto attuatore del programma di riconversione industriale dell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto. 

L’analisi delle proposte rispecchia un forte interesse imprenditoriale ad investire in Vibrata attraverso gli strumenti che avrà a disposizione l’area di crisi complessa.

Complessivamente sono stati presentati 756 manifestazioni di interesse, per oltre un miliardo e mezzo di investimenti ed 8.100 occupati fra Vibrata e Piceno, così suddivisi:

  • Teramo (13 Comuni): 412 manifestazioni di interesse,725 milioni di investimenti con una previsione di quasi 3.700 nuovi occupati
  • Ascoli Piceno (44 Comuni): 344 manifestazioni di interesse, 780 milioni di investimenti con una previsione di quasi 4.400 nuovi occupati. Fra le proposte che rientrano nel settore degli investimenti produttivi, ammontano a 151 le manifestazioni di interesse sotto la soglia di 1,5 milioni di euro, mentre 99 sono invece quelle che la superano.

Le manifestazioni si riferiscono ad una vasta gamma di settori anche se la maggiore concentrazione di proposte di investimento è nel manifatturiero (50%) seguono ospitalità e ristorazione (11%) e poi una serie di settori tutta solo il 10% (si va dai servizi di informazione e comunicazione a quelli scientifici, istruzione, gestione rifiuti e risanamento ambientale).

Per le proposte oltre i 20 milioni di euro, su 8 complessive ben 5 sono riconducibili ad aziende teramane; anche nella soglia ricompresa tra i 1.500.000 e 20.000.000 di euro, si registra una maggiore adesione della parte abruzzese, in particolare nelle attività manifatturiere.  Da segnalare anche l’entità della quota di investimenti destinati a Ricerca e sviluppo, una tendenza positiva degli ultimi anni: in Vibrata ci sono  12 proposte per 29 milioni di euro.

Adesso, anche sulla base delle intenzioni delle imprese, Invitalia dovrà redigere il Piano di riconversione industriale che poi dovrà essere approvato dal tavolo nazionale di coordinamento di cui fa parte anche la Provincia. Solo successivamente potranno essere emanati i bandi.

“La risposta degli imprenditori e delle imprese, considerate le previsioni di crescita  non entusiasmanti del Fondo monetario internazionale per l’Italia, è certamente oltre le aspettative. Di fronte ai risultati della manifestazione di interesse vanno fatte due considerazioni: la prima è che bisogna fare presto ad approvare il Piano, la seconda è che occorrono maggiori risorse rispetto a quelle ventilate. Uno sforzo che va chiesto sia alla Regione che al Governo proprio in considerazione delle proposte arrivate. Non possiamo deludere le aspettative di chi vorrebbe investire nella nostra provincia e dobbiamo farlo in fretta perché le imprese non possono aspettare” commenta  Renzo Di Sabatino, Presidente della Provincia di Teramo.

Fonte: Provincia di Teramo.

 

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