CAMBIA IL FONDO DI GARANZIA. Garanzie più alte per chi investe.

Pronta la riforma del Fondo: 70% di copertura che scende per operazione di liquidità e a breve termine.
LA RIFORMA DEL FONDO DI GARANZIA
Dopo lunghi mesi di gestazione arriva al traguardo la riforma del Fondo centrale di garanzia. Il riassetto preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda è ormai pronto: per accedere alla garanzia statale sui finanziamenti bancari le imprese verranno divise in cinque classi di merito, con percentuali di copertura diverse. Un occhio di riguardo sarà riservato alle operazioni finalizzate a investimenti e, per la prima volta, limitatamente a importi inferiori a 120mila euro, ci saranno interventi a rischio tripartito tra Fondi, banche e Confidi autorizzati.
Nella nuova tabella, relativa a garanzia diretta delle banche e riassicurazione del Fondo, l’appartenenza alla quinta classe, quella delle imprese con merito peggiore, non consente l’accesso allo strumento. Nella quarta classe, rispetto all’attuale massimo dell’80%, la copertura scenderà al 50% per i finanziamenti a breve e al 60% per le operazione a medio/lungo termine per esigenze di liquidità. Nella terza classe si passa, rispettivamente, al 40 e al 50%; nella seconda al 30 e 40% e nella prima allo 0% e al 30%. Uguale invece dalla prima alla quarta classe, e fissata al 70%, la copertura per le nuove imprese e i finanziamenti per investimenti (compresa la Nuova Sabatini). Standard anche le coperture per il capitale di rischio (50%) e per startup innovatori, incubatori certificati e microcredito (in questo caso resta l’80%).
Il ministero dello Sviluppo economico punta molto sulla sinergia con le Regioni. L’intenzione è coinvolgerle affinché impieghino le loro risorse per integrare le percentuali di copertura previste dallo strumento nazionale, potenzialmente arrivando fino al “vecchio” 80%.
Il riassetto prevede poi che la controgaranzia del Fondo sia concessa in misura pari all’importo garantito dal Confidi per operazioni di microcredito, nuove imprese e startup, investimenti, di importo ridotto (fino a 35mila euro) e a rischio tripartito. Per tutte le altre operazioni, la controgaranzia è concessa in misura pari alla riassicurazione. Il rischio tripartito, per operazioni fino a 120mila euro, rappresenta una novità: possono concorrere alla garanzia, fino a 40mila euro ciascuno, Fondo centrale, banca e Confidi. In questo caso non si adotta il modello di rating ma la valutazione è delegata interamente a banche e Confidi.
fonte: Il Sole 24 Ore, del 21 luglio 2016

 

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